gioco con invito

sabato 21 gennaio 2017

Fusilli alla polpa di granchio


La polpa di granchio è un prodotto che ho imparato ad apprezzare di recente, poiché io sono tendenzialmente poco favorevole ai prodotti conservati, pur riconoscendo che ve ne sono di ottimi, che si prestano alla realizzazione di buone e interessanti ricette.
I miei genitori avevano un piccolo negozio di generi alimentari, attivo per circa venti anni, dalla metà degli anni 50 alla metà degli anni 70.
Un lasso di tempo significativo per i cambiamenti in fatto di commercio e di consumi.
In pratica si passò da un regime di piccolo commercio al dettaglio all'attuale grande distribuzione.
Per non parlare dei nuovi prodotti che arrivavano sul mercato sulla spinta dell'ondata consumistica, novità allettanti per adulti a bambini.
Un nuovo mondo colorato di scatolette, lattine, pacchi,  buste e tante altre confezioni che sostituirono gradualmente la carta gialla paglierina, la carta oleata, la carta da zucchero e le borse e sportine delle massaie, fino agli odierni e molto invasivi shoppers di plastica...e l'attuale marcia indietro per motivi di emergenza ambientale.
Il consumatore deve saper scegliere, leggere le etichette, sapersi destreggare tra le strategie del marketing, non sempre innocentissime e poi via con la spesa consapevole.

Ingredienti e preparazione:

In una capace casseruola far imbiondire mezza cipolla tritata in una adeguata quantità di olio e burro.
Aggiugere la polpa di granchio insieme al suo liquido di governo e lasciar insaporire per pochi minuti, sfumando con un po' di vino bianco.
Aggiungere qualche foglia di basilico e infine la panna, amalgamando con poca acqua di cottura della pasta, che intanto avrete fatto cuocere in abbondante acqua salata, per essere scolata al dente.
Versare la pasta nel condimento, amalgamare con cura aggiungendo ancora poca acqua se necessario e servire subito.


mercoledì 18 gennaio 2017

Rollé di petto di pollo ai funghi



Dalla collezione dei rollé di petto di pollo, un secondo sempre ben accetto in famiglia,  non poteva mancare quello ai funghi.
Nel pranzo domenicale, magari dopo un primo piuttosto abbondante, segue spesso una portata di carne bianca e questi arrostini sono pratici e adatti a tale scopo.
Infatti li preparo spesso, anche grazie anche alle molte varianti alle quali questa preparazione si presta in modo particolare, tanto che occorre un po' di tempo per completare il turno delle diverse farciture, quando non avvengano richieste specifiche che è sempre bene assecondare: trovare in tavola un piatto gradito è cosa piacevole per il palato e non solo!

Ingredienti e preparazione 
Per prima cosa è necessario preparare la farcia di funghi, usando quelli che abbiamo a disposizione.
Se non è stagione per gli ambiti porcini, possiamo avere discreti risultati anche contentandosi di funghi coltivati.
Trifolare i funghi tagliati minutamente in un soffritto di olio, aglio e cipolla tritati( o scalogno), con poco prezzemolo, sale e pepe e lasciar raffreddare.
Dopo aver preparato un petto di pollo di circa 1/2 kg in modo da ottenere una forma approssimativamente rettangolare, cospargere con sale, pepe e pezzetti emmenthal o sottilette.
Stendere poi 2 fette di prosciutto cotto a coprire la carne.
Procedere quindi con la farcia di funghi, distribuita in modo uniforme sulla superficie, lasciandone la porzione finale scoperta per poter chiudere il rotolo più agevolmente.
Rotolare il petto così farcito e legarlo con spago da cucina, aiutandosi se occorre anche con qualche stuzzicadenti, specialmente in cima e in fondo, in modo che il ripieno non fuoriesca.
Mettere il rollé a cuocere in una casseruola di giuste proporzioni con 4/5 di olio e far dorare su tutta la superficie.
Bagnare con un mestolo di brodo e portare a cottura, per un tempo totale di un'ora circa.
Lasciar intiepidire prima di affettare allo spessore desiderato e servire completando con il fondo di cottura.


domenica 15 gennaio 2017

Tagliatelle al salmone




Le tagliatelle sono un piatto spiccatamente festivo.
Fatte in casa meritano ancora di più un posto di riguardo alla tavola domenicale.
La porosità e la consistenza della pasta all'uovo  tirata a mano sono l'ideale per esaltare un sugo o un condimento speciale.
Avevo qualche dubbio sull'accostamento panna -salmone, per il timore che le tagliatelle risultassero troppo appiccicose, ma la prova ha dato ottimi risultati.
Avendo l'accortezza di cuocere la pasta ben al dente, saltarla per pochi secondi nel semplice  condimento ottenuto facendo imbiondire un trito di poca cipolla nel burro, dove per pochi minuti si mette a insaporire una buona dose di salmone tagliato a  pezzetti, aggiungendo per ultima la panna (100 ml), con poca acqua a diluire.
Servire e completare il piatto con una macinata di pepe a proprio gusto: le tagliatelle al salmone sono pronte per essere gustate.

mercoledì 11 gennaio 2017

Pancotto



Dopo le feste, i menu della tradizione e la kermesse dei dolci natalizi, eccoci di nuovo alla normalità della vita quotidiana.
La ripresa del lavoro, la riapertura delle scuole e il ritorno alle cose consuete si vive anche in cucina e intorno alla tavola.
Quello descritto in questo post è un piatto povero dei più umili, molto conosciuto nella nostra zona.
Un tempo le scarse risorse di cibo dovevano essere utilizzate per far quadrare magri bilanci domestici e assicurare almeno l'indispensabile razione alimentare.
Oggi le cose sono cambiate, anche se i nostri tempi riservano a molti un regime severo di disagi e sacrifici: si è fatta di nuovo drammaticamente evidente la disparità tra le classi sociali e i vecchi usi vengono utili non solo per sfizio, ma spesso per necessità.
Si sente raccontare dai più anziani di piatti poveri, come il pancotto, che faceva parte, con gli opportuni accorgimenti, anche del vitto dei bambini, fin dallo svezzamento e si ottiene utilizzando il pane raffermo.
E' anche così che sapori antichi restano nella memoria delle generazioni, insieme ai ricordi del tempo passato.

Ingredienti e preparazione:

Far  soffriggere leggermente due spicchi d'aglio in 4/5 cucchiai di olio evo.
Tagliarea cubetti il pane casalingo raffermo e versarli nella casseruola con il soffritto di aglio e olio, mescolare e lasciar insaporire per pochi minuti.
Aggiungere il pomodoro a pezzeti ( fresco o in scatola) e l'acqua o il brodo in misura sufficiente per zuppare il pane, aggiungendo eventualmente altro liquido e lasciar cuocere per pochi minuti, finchè il pane non si spappola completamente, ma senza perdere del tutto la consistenza.
Durante la cottura insaporire con sale, pepe e peperoncino e qualche erba aromatica, come pepolino o maggiorana.
Togliere dal fuoco e servire il pancotto caldo, arricchito da una buona manciata  di parmigiano o grana grattugiato.

martedì 3 gennaio 2017

Pappardelle al cinghiale

Un grande primo, anzi un piatto unico che in queste fredde serate è l'ideale per scaldare l'atmosfera ( e non solo) di una gustosa cena.
Dopo la solita bagna per ingentilire una carne dal sapore forte e deciso, il ragù viene preparato con abbondanti odori e aromi.
A metà cottura, una parte della polpa di cinghiale viene sminuzzata, o meglio sfilacciata minutamente per arricchire il sugo, mentre una parte viene tagliata a cubetti che resteranno interi per accompagnare la pasta.
La pasta fatta a mano tirando una classica sfoglia all'uovo è stata tagliata a mano con l'aiuto di un picolo listello di legno, fatto a misura ( circa 2 cm di altezza), usando una rotella dentellata per ottenere l'effetto mosso ai lati.
Condimento abbondante, completato da pecorino o parmigiano o grana , secondo i gusti.