gioco con invito

giovedì 22 giugno 2017

Filetti di petto di pollo con piselli


Sono sempre graditi i piatti che uniscono pietanza e contorno.
Comodi da preparare, con il vantaggio didedicarsi ad un'unica portata, anche con qualche passaggio in più, ma quando è pronta il gioco è fatto e non resta che servire.
Se poi al razione è abbondante e il piatto diventa unico, ancora meglio!
Un altro lato positivo è rappresentato dalla grande quantità delle varianti nel combinare carne, pesce o uova con verdure e ortaggi seondo gusti e stagioni.
Per queste semplici scaloppine si utilizzano filetti di petto di pollo, non troppo spessi e  ridotti in piccole dimensioni perché si insaporiscano meglio.
In una larga padella con la giusta quantità di olio far imbiondire un trito di cipolla.
Aggiungere i piselli e procedere alla cottura più o meno prolungata, asseconda che si tratti di piselli crudi e freschi, nella loro stagione, o surgelati o già lessati in scatola.
Aggiungere i filetti di petto di pollo calcolando almeno 15 minuti di cottura, secondo la durezza dei piselli.
Bagnare  quindi con poco brodo in modo da ottenere una cottura morbida e lasciare anche un piacevole e leggero intingolo. da servire con i filetti di pollo e il suo contorno di piselli.

lunedì 19 giugno 2017

Torta delle rose


La pasta delle brioches ha il profumo irresistibile ed evocativo dei dolci dell'infanzia, quando, in occasione degli allora piuttosto rari rinfreschi per le solenni cerimonie di famiglia, la "brioscina", insieme a qualche bigné, agli "zuccherini" e a una variabile quantità di confetti e cioccolatini , riempiva il piattino accanto alla la deliziosa tazza di cioccolato fumante che aspettava il tuffo della suddetta brioche, destinata ad assorbire quella scura e profumata bevanda uscita come per magia da bricchi panciuti e decorati, che trascorrevano abitualmente la loro vita dentro alle vetrine delle credenze e solo nelle occasioni solenni facevano la loro comparsa, quasi importanti come i festeggiati di turno!
Oggi i tempi sono cambiati, brioches e cappuccino rientrano nel più comune quotidiano della colazione, al bar o a casa, ma la pasta brioche continua a elargire la sua bontà, anche attraverso elaborazioni realizzate mediante golosa varianti.
Una delle più classiche è la torta delle rose, che oltre alla fragrante bontà, vanta un aspetto veramente invitante e spettacolare, grazie alla doppia lievitazione dei cilindri di pasta farcita e  arrotolata, disposti nello stampo rotondo alla giusta distanza in maniera che, crescendo di volume, si formi un armoniosa dolce scultura floreale.

Per la pasta da brioches:
se avete una ricetta collaudata per la pasta brioches, meglio così.
Io sono ancora in cerca della brioche ideale, ma quella descritta qui di seguito si è rivelata assai buona e soffice:


  • 500g di farina, metà manitoba e metà 00
  • 150gr di zucchero
  • 150g di latte tiepido
  • 100 gr di acqua tiepida
  • un pizzico di sale
  • 1cubetto di lievito di birra
  • 80 gr di burro a tocchetti
  • 1 cucchiaio colmo di zucchero vanigliato
  • buccia grattata di limone.

Sciogliete il lievito nel latte tiepido + poco zucchero semolato.
In un'altra ciotola impastate la farina, il sale, il burro a tocchetti ammorbidito, lo zucchero semolato restante e quello vanigliato, la buccia grattata del limone.
Aggiungere il latte con il lievito e impastare di nuovo con cura, aggiungendo il minimo della farina per rendere l'impasto lavorabile.
Lasciar riposare per circa 2 ore, o fino al raddoppio del volume.
Una volta lievitata, prendere la pasta e stenderla in un rettangolo, che verrà farcito con una crema ottenuta lavorando burro e zucchero oppure con un crema pasticcera precedentemente preparata e fredda.

Dopo aver steso accuratamente la farcia prescelta, arrotolare il rettangolo dal lato lungo etagliarlo ricavandone 13 cilindri.
Disporre i cilindri nello stampo: uno al centro e gli altri 12 intorno, lasciandoli un po' distanti fra di loro, perché possano rilievitare formando così il bell'effetto di rose sfogliate.
Dopo la seconda lievitazione ( circa mezz'ora) la torta è pronta per essere infornata a 180° per circa 40 minuti, da controllare secondo la resa del forno.
Infine sfornare la torta delle rose, bella e profumata, ottima per essere gustata con un vino liquoroso a fine pasto, a colazione,a merenda...va sempre bene con tutto a tutte le ore!

domenica 28 maggio 2017

Pasta "mezze maniche" e patate



Tutti i giorni , o quasi,la pasta viene in tavola, accolta dal robusto appetito di tutti.
E' il momento della pausa pranzo, più o meno breve secondo le esigenze del lavoro e dello studio.
Talvolta non è possibile conciliare gli orari: noi cerchiamo di pranzare insieme tutte le volte che si può e se c'è una novità di portare in tavola, la teniamo in serbo per quelle occasioni.
Piccole cose che rendono piacevoli anche le giornate normali...che poi sono la maggior parte!.
Per questa ricetta semplice e gustosa ringrazio l'amica blogger Silvia, autrice del piacevolissimo blog creativo
 
   Ingredienti e Preparazione:

1 costa di sedano 
1 carota piccola
mezza cipolla
50 gr. di pancetta dolce
300 gr. di passata di pomodoro
500 gr. di  patate
olio, sale, pepe
300 gr. di mezze maniche rigate

Tritate finemente la carota con la cipolla ed il sedano e fate imbiondire il tutto in una pentola con la pancetta e l'olio.
Unite la passata di pomodoro, regolate di sale e pepe e lasciate cuocere la salsa per circa mezzora.
Intanto mettete a bollire l'acqua per la pasta, salatela e sbucciate e tagliate le patate a cubetti di circa 1 cm. Quando l'acqua bolle buttate la pasta e le patate. 
Ho scelto le mezze maniche perché hanno la cottura abbastanza lunga, tanto da consentire la cottura delle patate, circa 12 minuti.
Scolate la pasta con le patate, aggiungetele al sugo pronto e girate bene con un cucchiaio di legno. L'amido rilasciato dalle patate in questo modo conferirà al piatto la giusta cremosità.
Servite aggiungendo a piacere una spolverata di pepe nero.

giovedì 11 maggio 2017

Bruscitt, briciole di lombatello


Girovagando in cerca di idee nuove da proporre in tavola, mi incuriosivano quelle confezioni di polpa di manzo di colore rosso cupo e l'etichetta che diceva "Lombatello": un termine per me sconosciuto, ma anche le altre clienti non ne sapevano di più.
Allora ho fatto ricorso alla rete: è bastata una breve ricerca...ed ecco il lombatello servito, in tutto il suo gusto al profumo di "erba bona" (semi di finocchio), accompagnato da un cremoso purè di patate.
Notizie e ricetta ( con poche varianti) reperite sul Web:



I bruscitti (in dialetto bustocco -BustoArsizio- "bruscitti" o in dialetto lombardo occidentale "bruscitt"; letteralmente significa "briciole") è un secondo piatto a base di carne di manzo tagliata a punta di coltello. L’origine del piatto è riconducibile alla spolpatura totale delle ossa dei manzi, cioè il recupero di quelle parti che erano scartate dalle tavole dei più ricchi. Fino al boom economico, per i brüscitt si utilizzavano i tagli dell’animale più duri che necessitavano di una più lunga cottura.


Ingredienti Per 4 persone:

  • 800 gr. circa di manzo lombatello affettata in pezzi molto piccoli
  • 70 grammi di pancetta tagliata finemente
  • 50 gr di burro
  • 1 bicchiere di vino rosso robusto (Barbera, Barolo o Barbaresco)
  • un sacchetto con due cucchiai di " erbabona" (semi di finocchio selvatico) e volendo una punta di aglio.
Preparazione

  • Tagliare e sminuzzare la carne a punta di coltello ottenendo delle porzioni grandi come una mandorla.
  • In una pentola di grosso spessore, mettere i bruscitt così ottenuti a freddo con 50 grammi di burro . Aggiungere quindi la pancetta, il sale e un po' di pepe, in discretissima quantità. Aggiungere anche il sacchetto con i semi di finocchio selvatico e uno spicchio d'aglio.
  • Mettere sul fuoco bassissimo e coprire subito.
  • Lasciare cuocere per due ore o più, seguendo le seguenti avvertenze: ogni 20-25 minuti scoperchiare e rimestare con un cucchiaio di legno, se mancasse liquido, aggiungere solo burro, se invece vi è molto liquido di cottura tenere scoperchiato per qualche minuto.
  • A fine cottura, togliere il sacchetto degli odori e alzare la fiamma per poter mettere il vino, appena evaporato, i bruscitt sono pronti.
  • Servire con  purè di patate o polenta  calda e fumante.

sabato 6 maggio 2017

Crema di Cicerchie e Crostini al Rosmarino

Nella confezione che tempo fa ho ricevuto come gradito omaggio, consistente in una confezione di articoli alimentari realizzati e commercializzati dall'associazione fondata da Don Luigi Ciotti
http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1

ho trovato le cicerchie, un legume antico e povero, quasi dimenticato.
Per me è stata un'autentica sorpresa e mi sono documentata in rete su questo umile prodotto della terra, che nel passato è stato un alimento essenziale per le popolazioni più povere, per le poche cure che richiede la sua coltivazione, che resiste anche alla scarsità di acqua.
Controindicazione ad un uso troppo frequente è la presenza di una tossina che può produrre danni neurologici a carico dell'apparato muscolare, ma solo se il consumo è eccessivo, in una dieta povera.
Pericolo ormai scongiurato dall'alimentazione sana e varia che oggi cerchiamo di mettere in pratica.
Detto questo, passo alla descrizione di una ricetta che ha il fascino e il sapore di un piatto antico, con  il pane raffermo dorato  e aromatizzato con il rosmarino e la crema ottenuta da questi legumi che si affacciano dalla nostra storia più lontana.

  Ingredienti e Preparazione:

  • Ammollare le cicerchie per il tempo indicato sulla confezione.
  • Lessarle in abbondante acqua, aromatizzata con due spicchi d'aglio e qualche foglia di salvia; salare quasi a fine cottura (un'ora circa)
  • Scaldate in una casseruola  un filo d’olio e mettete a soffriggere la carota e il porro ( o la cipolla) tagliati finissimi. Poi aggiungete le cicerchie lessate, coprite con il liquido di cottura e portate a ebollizione. 
  • Fate insaporire per una decina di minuti, poi  frullare, aggiungendo acqua di cottura fino a raggiungere la consistenza desiderata.
  • Intanto preparare i crostini facendo dorare in un velo d'olio i cubetti di pane raffermo, insieme a un rametto di rosmarino.
  • Servire  la crema  di cicerchie nella ciotole singole, condire con un filo di olio a crudo e unire i crostini dorati al rosmarino.