venerdì 20 novembre 2015

Trippa in umido

...e, un po' la fretta e un po' la gola, quando mi è venuto in mente di fotografarla, i piatti erano già vuoti!!                                                                               Immagine reperita in rete

Ci sono piatti ricavati dal così detto "quinto quarto" ( vedi ricetta della coda alla vaccinara), che se per la matematica rappresenta una frazione impropria, per la gastronomia è sinonimo di piatti poveri, che si sono guadagnati un posto d'onore nella cucina tradizionale.
Tra questi la trippa è uno dei più famosi ed ha ancora moltissimi estimatori, tanto che fa parte del menù di ristoranti e trattorie, sempre con indiscusso successo.
Successo che fa il bis anche in famiglia, dove, almeno da noi, è atteso e festeggiato, anche se la sua natura assai ricca di grassi ( o meglio di collagene) ne consiglia un consumo moderato.
Ma siccome quando lo si ha davanti  risulta difficile moderarsi nella quantità, allora non resta che prepararlo di rado e ...aspettare la prossima occasione!
La popolarità di questa pietanza è dimostrata dalla sua presenza in tutte le zone d'Italia: la ricetta milanese per la trippa prevede l'aggiunta di fagioli, quella rimana è insaporita da erbe aromatiche come ,in Toscana abbiamo versioni dissimili anche tra Livorno e Firenze.
Il gusto e la bontà non mancano in nessuna delle varianti.
La ricetta di casa nostra prevede un soffritto con sedano carota prezzemolo e cipolla( anche aglio facoltativo), un tempo arricchito anche con pancetta o salsiccia, ma oggi si preferisce alleggerire.
Si aggiungela trippa tagliata a striscioline, obbligatoriamente mista ( cordone, cuffia, centopelle, lampredotto) e a fuoco vivace si lascia che perda l'acquosità in eccesso.
Si aggiunge il vino, sale, pepe, peperoncino e pepolino( o maggiorana, da noi detta prezia) e l'odore tipico si trasforma così in profumo irresistibile!
Poi è la volta della passata di pomodoro; diluire con un bicchiere d'acqua (eventualmente aggiungerne altra) e far ritirare per circa un'ora, aggiustando di sale a fine cottura, finché la trippa sarà cotta e l'intingolo avrà la giusta consistenza.
Servire con abbondante parmigiano servito a parte e buon pane casareccio per gustare e scarpettare a volontà!!

10 commenti:

  1. a me non piace,anche se a Pisa la fanno buonissima, ma come tutto ciò che è pisano viene ignorato... eppure tutto (o quasi è nato li, cacciucco compreso..), la mia mamma ci aggiunge il limone, oppure arancio (anche gli arancini cinesi), e sinceramente l'aggiunta di altri tipi di carne ci fa un po' inorridire (sarebbe un po' come mettere il tonno nella pasta con le arselle), e soprattutto non fa il soffritto, già la mia nonna aveva smesso, ma si aggiunge l'olio a crudo, facendo prima ammorbidire un po' le verdure della base in un po' d'acqua..

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    1. Ma no, Serena, non essere così drastica!
      I piatti pisani hanno i loro estimatori, come tutto il resto.
      Anch'io da subito ho eliminato gli altri ingredienti. Un tempo il lavoro era più duro e l'alimentazione più scarsa,e si conoscono piatti che oggi sono giudicati troppo carichi. Ma oggi siamo superalimentati e sedentari!
      Al soffritto invece non ho rinunciato, ma deveessere appena imbiondito.
      Dipende anche dalle abitudini delle famiglie continuare le nostre tradizioni, nella cucina e nel resto:-)

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    2. orroreeeeeeee il soffritto Battuto di aglio prezzemolo e peperoncno si mette la trippa facendola insaporre e poi il pomodoro Mezz ora e assaaggiatela è la trippa alla fiorentina vi leccherete i baffi

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    3. La tua proposta per cucinare la trippa sarà senza dubbio apprezzabile, ma il modo di scrivere ( dal lessico alla sintassi, ma soprattutto l'arroganza e l'anonimato) è estremamente contrario all'etica gastronomica, che si ispira alla convivialità e alla cortesia. Il tuo commento non rende merito alla tradizione fiorentina.

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  2. A me le trippe sono sempre piaciute,ma da quando mi hanno trovato l'uricemia alta mi hanno consigliato di non mangiarle.Buon fine settimana Marilena

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    1. Mi dispiace, Olgica, quando una cosa piace farne a meno è difficile...magari una piccola quantità, come si dice,per voglia...ma è difficile moderarsi.
      Sei saggia tu a non lasciarti tentare!:-)

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  3. Da pochi anni ho iniziato a mangiare la trippa, ma a mio marito piace da parecchi anni e per via che lui la voleva o iniziato a cucinarla e ci ho preso anche io gusto. Mi piace tantissimo e visto che il frescolino è arrivato, dovrei iniziare a rifarla. Ci credo che è sparita in fretta, non solo a te capita, ma anche a me, ci sono quelle volte che la pazienza non c'è per aspettare a fare le foto, ma meglio così, vuol dire che si rifarà ancora ! Buon weekend !

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    1. Ciao Andreea,
      infatti anche i miei, data la mancanza della foto, aspettano già il bis!:-D

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  4. Questa dovrei farla per i miei genitori che la adorano :) Complimenti!

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    1. Ciao Luna,
      faresti loro una gran bella e buona sorpresa...e assaggiala anche tu:-D

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