domenica 23 ottobre 2016

Uovo al tegamino




Questo è un post dedicato all'uovo al tegamino, scelta minimale, ma non riduttiva.
Uovo al tegamino, salvezza per legittimi appetiti in assenza di altre risorse cotte o crude o quando il tempo stringe, oppure l'orario del pasto non è quello canonico per un piatto di pasta o altro cibo che necessiti di una preparazione più lunga.
Mi sono resa conto che sulle Parole di contorno non apppaiono nuove ricette dai primi di ottobre e quando si riprende un'attività è meglio farlo dal basso, con qualcosa di semplice ed essenziale.
Niente di più pertinente dell'uovo al tegamino.
A questo proposito mi ricordo che, una ventina di anni fa, al tempo del  tragico assedio di Sarajevo, quando molti profughi in fuga da quella disperata realtà raggiunsero anche il mio paese, un uomo in piena maturità e uno più giovane suonarono alla mia porta.
Era un sabato mattina piovoso, io avevo appena fatto la spesa al negozio davanti casa.
I due profughi mi chisero qualcosa di caldo da mangiare e proposi un piatto di pastasciutta.
Mi dissero che ci voleva troppo tempo e mi chiesero se avevo  delle uova.
Apparecchiai sul tavolino del soggiorno e andai in cucina, lasciando la porta e la finestra sulla strada completamente aperte; in fondo non sapevo chi avevo accolto in casa e quel contatto con l'esterno mi rassicurava. Mi misi a cuocere due uova, una per ogni tegamino, che posai davanti ai due insoliti ospiti, insieme a un  filoncino di pane e, al lo rifiuto di vino o  birra  che avevo loro proposto, non considerando la loro probabile appartenenza alla religione musulmana, portai un litro di latte e due bicchieri.
La velocità con la quale essi consumarono quel cibo era significativa a proposito di una fame arretrata e repressa.
Dopo mi raccontarono brevemente la fuga, la storia di distruzione e morte che si erano lasciati alle spalle ma che sarebbe rimasta per sempre dentro di loro.
Mi ringraziarono con dignità e e grata gentilezza e ripresero la loro strada.
Allora io andai nuovamente a comprare il pane, con stupore del bottegaio...Mi dissero, lui e le clienti,  che ero stata imprudente, forse avevano  ragione. Ma io penso che siano state due uova ben utilizzate.
Poche sere fa, di ritorno dalle sue lunghissime giornate fiorentine spese tra tirocinio e lezioni, mio figlio Michelangelo ha cenato intorno alle 10 di sera con un uovo al tegamino, gustandoselo con  l'appetito robusto di quell'età. Il tuorlo occhieggia tra la nuvola candida dell'albume, nel tegamino che sembra uscito dalla cucina di Nonna Papera...

...Pardon, dimenticavo la ricetta:

        Ingredienti e preparazione
  • scaldare un velo d'olio in un padellino
  • rompere l'uovo e lasciarlo rapprendere
  • salare leggermente
  • una macinata di pepe (facoltativo, ma consigliato)
  • Completare a piacere, secondo i gusti : in questa ricetta, prosciutto crudo

12 commenti:

  1. Il tuo racconto è bellissimo, molto emozionante. Scappare dalla guerra è tutt'altra cosa che andare via dal proprio paese per scelta per cercare lavoro o (purtroppo) per delinquere altrove. Credo dovrai raccontare l'episodio ai posteri in modo che ne facciano tesoro come bagaglio culturale. L'uovo al padellino sembra semplice, ma la perfetta cottura non lo è per cui brava! 👏👏👏 io da brava piemontese uso il burro spumeggiante (giusto per aggiungere colesterolo 😂)

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  2. Ciao Simo,
    ti ringrazio per le tue parole di apprezzamento.E' vero, bisogna trasmettere messaggi positivi, in ogni forma. Mio figlio minore( quello del post) ha conosciuto adesso quell'episodio,quella mattina era in classe,prima elementare...
    Quanto all'uovo al tegamino, è veramente un must della cucina familiare!:-)

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  3. Un bel post cara, e anche l'uovo al tegamino, nonostante semplice è buono. Quando l'ho visto, mi è venuto in mente subito il tegamino di mio figlio che ne mangia tutte le mattine l'uovo e per quello lui ha il colesterolo basso ed io che mi tengo, alto, ma è giusto ?. Quanto mi piace mangiarlo ogni tanto ma in questo periodo sono in astinenza, che peccato !

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    1. Ciao Andreea,
      mio nonno lo mangiava crudo, ne beveva uno insieme a un bicchiere di vino rosso, la mattina a colazione!Altri tempi, altre vite...e altre fatiche da sopportare.
      Oggi siamo tutti schiavi della provetta dell'analisi, i valori della nostra società ormai sono quelli:-)

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  4. Che bello il tuo racconto di vita reale, bello nel senso che essendo vero e vissuto, ti appartiene. Una ricetta semplice che i due poveri profughi chissà come avranno apprezzato :)

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    1. Ciaoluna,
      è stato un incontro molto significativo, ne parlavamo stasera, ricordando quelle vicende balcaniche.L'ovetto è una soluzione flessibile per ogni esigenza, veloce e buon compagno dell'sppetito, con un dito ( per il lungo:-D) di vino rosso a finire in bellezza!

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  5. Evviva la semplicità e la bontà di questo piatto!!!

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    1. Ciao Speedy,
      l'olio che sfrigola a contatto con l'ovetto sgusciato, che prende forma con il calore e sprigiona un buon profumo di cena e casa: un bel momento di attesa pregustando una cosa buona e semplice:-)

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  6. Semplice e gustoso! =)

    Sono felice di assegnarti il premio Liebster Award, un riconoscimento per i migliori blog emergenti! Passa a ritirarlo sul mio blog!

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  7. gostei muito de sua história !!
    quantos sofrimentos pela humanidade não é mesmo?
    o ovo é um alimento nobre. o mais rico alimento de todos, só perde para o leite materno.
    foi tão condenado pelos cardiologistas .
    graças a Deus hoje , a ciência já validou seu valor nutritivo como o mais completo dos alimentos, tem todas as vitaminas necessárias !!!
    adoro comer ovo com pão !!
    simples e alimenta muito !!
    grande abraço e bom dia !!
    :o)

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    1. venha me visitar:
      http://elianeapkroker.blogspot.com.br/

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    2. Molte grazie, Eliane, per le tue parole di apprezzamento, verrò nel tuo spazio virtuale molto presto, con vero piacere!

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